Sono sempre stata una ragazza particolare, non legavo
molto con i miei coetanei, ma le cose sono decisamente peggiorate quando per
lasciare a mia madre la possibilità di seguire il suo secondo marito, un
giocatore di baseball, mi sono trasferita a Forks dove vive lo sceriffo Charlie
Swan, ovvero mio padre.
Io sono Isabella Swan e questa strana storia è ciò che
ho vissuto.
Forks è un paesino molto piccolo, tutti si conoscono e
i ragazzi della mia età sono amici dai tempi dell'asilo. Per una persona
introversa come me ritagliarsi uno spazio all'interno di questi gruppi così
consolidati è davvero una missione impossibile.
La conseguenza di tutto questo isolamento è stata singolare:
ho sviluppato una strana ossessione, malattia la definisco io, ma andiamo per
gradi...
Non avendo amicizie quando finivo di studiare avevo
molto tempo libero che iniziai ad impiegare girovagando in internet.
Per caso mi imbattei in un sito di fan fictions e ne
diventai davvero dipendente. Quando una storia mi prendeva mi dimenticavo anche
di mangiare e facevo le ore piccole per andare più avanti che potevo nella
lettura.
C'era un genere che adoravo e mi innamoravo sempre del
protagonista maschile, sognando di essere al posto di lei.
Non solo questo divenne il mio hobby principale, ma un
vero e proprio scopo di vita.
La cosa imbarazzante fu che proprio grazie a quelle
storie scoprii il “sesso” o per meglio dire, cominciai a sentire l'esigenza di
toccarmi.
Il protagonista era sempre dello stesso tipo:
bellissimo, ricchissimo, un dominatore nel letto e fuori, ma al tempo stesso
una dolce anima ferita e fragile, al quale io davo il volto del mio attore
preferito.
Se da una parte era bello aver trovato un interesse,
dall'altra mi stavo accorgendo di come questo contribuisse ad isolarmi
maggiormente.
Negli spogliatoi femminili quando ci cambiavamo, prima
e dopo l'ora di ginnastica, ascoltavo le chiacchiere delle altre ragazze, sui
nostri compagni o su altri ragazzi che piacevano loro, ma io ne ero
completamente esclusa e devo dire, nemmeno un poco interessata.
Anche se io facevo di tutto per non farmi notare, il
mio appartenere al genere femminile mi esponeva mio malgrado alle attenzioni
dei maschietti della scuola e quindi capitava che ricevessi inviti ad uscire:
feste, partite, gite, balli... sistematicamente rifiutavo, preferendo
rintanarmi nel mio mondo virtuale e fantastico, a mio avviso, completamente
appagante.
Era ovvio però che questo mio comportamento, a lungo
andare, non passasse inosservato. Le altre ragazze alla fine non provavano
nemmeno più a farmi partecipe delle loro conversazioni. L'insegnante di storia,
giovane e carina, mi chiese se c'era qualcosa che mi turbava.
Perfino mio padre, scherzando, disse che si era
aspettato di dover discutere con me per gli orari e le uscite, stupendosi
invece che ciò non avvenisse.
Mi resi conto che se anche non ne avevo affatto
voglia, dovevo cercare di essere più conforme a ciò che ci si aspettava da me,
non fosse altro che per essere lasciata in pace.
Fu così che iniziai ad accettare gli inviti dei
ragazzi.
Il primo fu Mike Newton. Una pizza ed un film al
cinema di Port Angeles, tutto sommato la serata andò bene... fino a quando
sulla porta di casa non cercò di darmi il bacio della buonanotte.
In quel momento mi prese il panico: iniziai a sudare
freddo e mi assalirono dei veri e propri conati di vomito.
Scappai letteralmente, chiudendomi in casa col cuore
in gola e tante domande in testa.
Feci altri tentativi ma tutti si conclusero allo
stesso modo.
Ero certa che non dipendesse dai ragazzi con i quali
uscivo, ma da me, nella mia testa qualcosa non funzionava.
Presi in considerazione l'idea di rivolgermi ad uno
specilista, ma mi vergognavo troppo.
E così il tempo passò, finii la scuola superiore e mi
iscrissi al college. Scelsi la facoltà di economia, buttandomi nello studio
anima e corpo.
A volte trascinata dalle mie compagne di stanza,
partecipavo a qualche festa, dove cercavo di instaurare una qualche relazione
con i ragazzi, ma puntualmente il copione si ripeteva con me che fuggivo
trattenendo i conati e il malcapitato di turno che rimaneva a fissarmi
sbalordito.
A questo punto ero fermamente convinta che sarei morta
vergine e sola.
Al mio secondo anno tutto cambiò.
Partecipai ad una conferenza sui sistemi di gestione e
l'oratore ospite chiamato a tenere un discorso era Edward Cullen, uno dei più
giovani CEO del mondo.
Ne avevo sentito parlare, era quasi una leggenda
nell'ambiente, ma non l'avevo mai visto.
Quando salì sul palco, tutto il mio corpo si
risvegliò, come se fino a quel momento fosse stato in letargo.
Edward Cullen era alto, bellissimo ed emanava potere
da ogni poro. Era dotato di fascino e carisma, ma si percepiva in lui anche un
chè di tormentato.
Dovevo assolutamente avvicinarlo.
L'occasione si presentò quando per caso udii la
conversazione fra alcuni docenti.
Stavano discutendo del fatto che Cullen cercava fra
gli studenti più dotati qualcuno a cui proporre uno stage nella propria
azienda.
Offrii subito la mia candidatura e venni scelta.
Con gioia scoprii che l'incarico sarebbe stato quello
di assistente personale proprio di Cullen e sapevo che avrei imparato tanto.
Il mio nuovo capo era un uomo molto lunatico. A volte
si arrabbiava per sciocchezze, altre era freddo e distante, alcune invece
divertente ed alla mano. Non sapevo mai cosa aspettarmi da lui e la cosa mi
stuzzicava.
Una sera facemmo tardi per finire un lavoro e per non
interromperci, ci facemmo portare la cena in ufficio, dalla gastronomia lì
vicino.
Sbadatamente rovesciai il contenitore della salsa
sulla sua scrivania e mentre entrambi ci affrettavamo a pulire prima che il
danno per i documenti fosse irreparabile, le nostre mani si sfiorarono ed
alzando la testa nello stesso momento i nostri sguardi rimasero incatenati e
poi... lui si chinò per baciarmi.
Per la prima volta nella mia vita mi sentii a posto,
giusta.
Sapevo di essere dove dovevo, con la persona perfetta
per me. Sarò stata anche una ragazza strana, ma alla fine avevo avuto ragione:
lui era come i personaggi delle storie che leggevo, quindi non sentii il
panico, l'istinto di fuggire e meno ancora i conati, anzi una grande
eccitazione mi prese.
Edward sospirò ed interrompendo il bacio, mi disse che
era da molto che mi aspettava.
Gli risposi che io l'avevo già trovato da tanto, fra
le pagine ed era bastato solo fare un passo fra le sue braccia.

Ciao! Mi piace questa storia peccato che sia finita in fretta. Mi sono rispecchiata in alcune parti tanto da suscitarmi un sacco di domande e molta curiosità
RispondiEliminaAh Signur Signur!!! Ho capito chi sei, ovviamente!
RispondiEliminaBellissima storia, bella davvero. Originale e perversa a modo suo, pur non inserendoci dentro delle descrizioni dettagliate, pur non oltrepassando un limite autoimposto... la storia è venuta fuori davvero bene! L'ho letta volentieri, sono arrivata alla fine con piacere e con rabbia mi sono chiesta: Perchè diavolo è finita così presto?!
Ma sapendo che è inutile con l'autrice di questa storia, non continuerò. Sono colpita e affascinata dalla fantasia e dal modo in cui sei riuscita ad aggirare un ostacolo pur buttandoti in questa sfida. E' un ragionamento contorto, solo mio ovviamente. Ma rende la storia bellissima. Ti direi di osare un po' di più, perchè ne sei capace e perchè è un limite arbitrario... mi piace come scrivi, tanto!
Complimenti!
La storia è bellissima, peccato che sia già finita ç_ç . Una storia intensa e ricca di tante emozioni. Bravissima.
RispondiEliminaMolto poco perv, ma tanto introspettiva. Interessante l'analisi delle ragioni che spingono Bella all'isolamento, le sue paure rispetto all'universo maschile e la sua necessità di trovare conforto nel mondo della letteratura, vivendo in una realtà alternativa appagante e gratificante. Peccato la chiusura un po' troppo rapida che rende poco plausibile sia la scelta di Bella come assistente personale di un giovane CEO rampante, sia il finale rosa in agrodolce salsa cinese.
RispondiEliminaE credo di sapere bene chi sei... perché solo tu puoi scrivere di te stessa in un contest perv.
RispondiEliminaE sì... ci ho ritrovato molto di te in questa Bella, chiusa nel suo mondo fatto solo di un amore intenso per un uomo spettacolare.
Le tue storie sono sempre piene di originalità e ogni volta mi ritrovo a pensare che se solo ti piacesse di più scrivere e fare ricerche potresti veramente creare dei bellissimi lavori. Comunque la storia mi è piaciuta... brava.
Probabilmente non è il commento che forse ti aspettavi ma è quello che mi è mi venuto nel momento stesso in cui mi sono detta: "Sì... è lei"
Un ultima cosa... la copertina è bellissima!!!
Molto bella la storia ,sole se fosse stata un po più lunga .... però complimenti .
RispondiEliminaL'idea è bellissima e personalmente mi sono rispecchiata nella protagonista: chi di noi non vorrebbe un Edward tutto per sé??? ;-)
RispondiEliminaNel complesso mi piace ma avrei voluto più perv...
Brava!
Quanto me fai soffrì! E' qui che sei perv! Scrivi bene, i tuoi racconti sono fluidi e scritti con proprietà di linguaggio, ma come la Abbella di questa storia, ti irrigidisci e ti affretti troppo. La narrazione non fa una piega, ma non c’è uno straccio di dialogo, manco uno, perchèèèèèè??? Non mi ricordo a chi l’ho scritto, ma hai fatto un riassunto. Di una vita poi! In poche righe! Sei brava, non puoi punirti così. Non te lo permetteròòòòòòòòòòòòòòòòòò!!! Hahahahhahahaah!
RispondiEliminaPiù che perversione qui c’è un atteggiamento maniacale e un problema che non può essere evidentemente riconducibile solo al fatto che lei aspettava l’uomo giusto. L’atteggiamento introverso di Isabella e la sua asocialità non possono confluire in conati di vomito ogni qual volta che le si avvicina qualcuno a meno che non abbia subito qualche trauma o abbia un aspetto fobico, che comunque difficilmente si risolverebbe in quattro e quattr’otto persino con Edward. Però c’è tanto di te in questa storia, mi ha fatto una tenerezza infinita, ti va di approfondirla? Secondo me sarebbe un esercizio fantastico per te e per la tua scrittura.
Nonostante tutto, mi sei piaciuta molto (ecco perché mi incazzo) perché le qualità e la fantasia ce le hai.
- Sparv -
Perché?!?!
RispondiEliminail tuo stile si riconosce subito.
Scrivi benissimo e hai delle idee sempre originali e fuori dal comune...ma porca puzzolina, perché non approfondisci un po di più???
Spero che non ti sia offesa ma davvero TU puoi scrivere.
capisco però anche il tuo essere "stringata".
bravissima bravissima bravissima.
Monica
Quanto sei romantica e tenera!!!!!
RispondiEliminaStile inconfondibile, che si muove in punta di piedi tra le parole...
Bravissima Bella!!!!!! Perché Bella sei tu.....!!!
L'idea mi è piaciuta molto, scritta bene, affascinante, breve ma intensa. Non ho trovato la perversione, ma forse sono io che non ho colto. In ogni caso molto brava.
RispondiEliminaNonostante la brevità della storia (che non sempre è un difetto, ma dato che scrivi bene, mi avrebbe fatto piacere leggere di più!!!), mi è piaciuta molto l'introspezione di Bella e la tua descrizione del suo isolamento. è la sua dipendenza che rende la tua storia perv!!! Bravissima!!!
RispondiEliminaAleuname.
Ahahahah... Questa fiction ha una firma inequivocabile!!! Ed è carino che tu metta in scena una perversione che accomuna molte di noi!! Come tutte le altre, penso che tu potresti davvero scrivere belle storie se ne avessi la voglia, perché hai fantasia e non stravolgi l'italiano. Ma rispetto anche il fatto che a te piaccia leggere e fantasticare più che scrivere. Il bello del nostro fandom è questo. Ci può essere un posticino comodo e confortevole per tutte. Cristina.
RispondiEliminaBellissima idea e molto ben scritta. Peccato, come ti hanno già scritto altre, che tu abbia scelto di donarci un cameo di sintesi estrema. Ha una sua eleganza, nell'essere così essenziale, ma dall'altro lato ti lascia la sensazione di finire laddove ci si aspettava che stesse in realtà iniziando. Comunque questa Bella che guarda la vita dalla finestra, prigioniera dei suoi sogni, mi intriga davvero molto. Brava.
RispondiEliminaFede 13
Finalmente una storia corta e senza tanti fronzoli, bene.
RispondiEliminaSei tu?
RispondiEliminaMhmmmm, mi sa di si.......concisa e cristallina........
Ho amato immedesimarmi in Bella, è stato facilissimo come per molte di noi.
Mi sono vista china sul mio tablet a leggere le mie amate fic, ad estraniarmi dal mondo che mi circonda per sognare sull'uomo che amo, che amiamo!
Sei di una tenerezza infinita, hai sempre delle idee belle e soprattutto originali, sai portare il lettore a livelli di curiosità, di emozioni......alti, molto alti per poi fallo sprofondare e domandarsi "e ora?" Ahahah ma non in senso negativo, solo perché sarebbe stupendo continuare a sognare.
Se la smettessi di auto censurarti.......di porti dei limiti.......io credo che saresti una grande anche nello scrivere determinate cose.
Ma se non si può, non si può!
Anche se spero che Laura mantenga la parola e che non ti permetterà di auto punirti ❤️
Grazie, un Bacio
JB
Perché così breve???? PERCHÉ???? Complimenti è davvero carina
RispondiEliminaIla Cullen
Sei bravissima! Mi è piaciuta l'idea di base, e mi dispiace da matti che sia finita così....presto, senza un di più. Un di più che ci stava tutto! Sei brava ed veramente un peccato. Ma continua e non fermarti!
RispondiEliminaE IL MIO 1 PUNTO VA A TE
RispondiEliminaCOMPLIMENTI
JB
Breve ma intensa...come sempre. brava
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