martedì 17 febbraio 2015

GIVE YOU WHAT YOU LIKE





Bella's Pov.

“Emmet è un vero porco. A volte mi stupisco di essere la sua ragazza”.

Entrò in casa sbattendo violentemente la porta, buttò la borsa da qualche parte a terra mentre una lacrima le rigò il volto.
Distolsi lo sguardo dal libro di economia e mi girai verso Rosalie. Non era la prima volta che tornava a casa arrabbiata a causa del suo ragazzo, ma questa volta sembrava più nera del solito; Emmet doveva averla combinata grossa e conoscendo, le aveva sicuramente fatto un'altra delle sue proposte perverse.
Cercai di non ridere schiarendomi la voce, tuttavia Rosalie se ne accorse e mi lanciò una leggera occhiataccia.

“Non c'è niente da ridere, anzi, vorrei vedere te al mio posto” borbottò irritata, sbattendo più volte le ciglia.

La sentii sospirare e sbuffare nello stesso momento.

Mi dispiaceva vederla così sofferente, sapevo quanto lei tenesse al loro rapporto, ma al tempo stesso ero curiosa di sapere cosa aveva combinato. Lui era solito farle proposte sessuali un po' strane, alle volte molto perverse oserei dire e Rosalie non ne poteva più. Per lei era da porci pensare certe cose e in molte occasioni mi aveva confidato, che se avesse continuato per questa strada, lo avrebbe mollato in tronco.

“Che ha combinato?” chiesi curiosa, ammorbidendomi le labbra.

Un'altra lacrima le scivolò sul volto, segno che Emmet aveva davvero superato il limite.

“Il signorino si è messo in testa che faccia sesso con un suo amico e addirittura vuole riprendere il tutto con una videocamera. Ti rendi conto che schifo?”

Pensaci Bella. Tu e Jacob che vi riprendete mentre fate l'amore e magari altre porcherie e dopo vi guardate la videocassetta. Sarebbe eccitante al massimo non trovi? Pensai maliziosamente, iniziando a fantasticare con la mente.

Già ci vedevo nudi dentro al letto mentre la videocamera stava registrando.

Questa volta Emmet era entrato nelle mie grazie e avevo deciso che appena Jake, il mio ragazzo, sarebbe rientrato a casa dal lavoro, glielo avrei chiesto.

Ero sicura che al 99% avrebbe detto di no, ma tentare non costava niente e poi  il filmato lo avremmo tenuto solo per noi due.

“Io lo farei, anzi sai che ti dico?” dissi sicura di me, alzandomi in piedi mettendo le mani suoi fianchi.

“No cosa? Sentiamo miss Swan” disse seccata.

“Lo proporrò a Jacob” mentre lo dissi, un brivido di piacere mi oltrepassò tutto il corpo.

“Che cosa? E tu credi che accetterebbe? Bella è una porcheria, ma ti rendi conto di ciò che hai appena detto?” chiese incredula, passandosi una mano tra i capelli.

“Perché scusa? Se al tuo ragazzo piace e in qualche strano modo lo fa eccitare non ci vedo niente di male”.

“Come non ci vedi niente di male?” scosse il capo portando una mano sulla fronte “Quindi se ora Jacob ti chiedesse di scopare con Seth, il suo amico, tu lo faresti senza tanti problemi giusto?”

Pensai a una simile proposta da parte sua e ragionandosi sopra, Rosy non aveva tutti i torti, ma restavo comunque dell'idea che per amore del proprio compagno si era disposti a fare qualunque cosa.

Con questo però non volevo dire che lei non amasse Emmet, solo che la pensava diversamente.

Rosalie era una ragazza all'antica, molto romantica e sognatrice; le piaceva fare le cose per bene. Amava molto essere corteggiata con fiori, le rose rosse in particolare, e impazziva per le cene romantiche e per le lettere d'amore.

Emmet invece, oltre ad avere un lato romantico, era anche un po' perverso.

“Lo vedi che non lo faresti. Emmet è un porco e questa è la volta buona che lo lascio” borbottò sempre più infastidita.

“Chi ti ha detto che non lo farei?!?! Forse lo pensi tu”.

“Ma fammi il favore Bella”.

“Guarda che non sto scherzando. Se vuoi ci vado io dal suo amico”.

Fummo entrambe colpite dalla mia affermazione, io in primis e ci mancò poco che Rosalie non si strozzò.

Nella stanza calò il silenzio più totale. Eravamo entrambe imbarazzate, io non sapevo più che dire. Ero meravigliata di me stessa. Sarei davvero stata capace di fare una cosa del genere? All'improvviso venni colta da un brivido di freddo che si trasformò in un brivido di caldo, poi una scossa elettrica fortissima mi oltrepassò tutto il corpo.

“Tu cosa? E con Jacob scusa?” domandò curiosa.

“Mica deve sapere tutto quello che faccio, inoltre dubito che se glielo chiedessi accetterebbe. Sai non è molto perverso come il tuo Emmet”.

Rimasi ancora più stupita delle mie risposte. Sembrava che non fossi io a parlare ma un'altra persona.

Mordicchiai il labbro.

Chissà come dev'essere farsi toccare da un ragazzo che non è il tuo fidanzato. Sentire le sue mani sul tuo corpo che lo accarezzano delicatamente, le sue labbra che lo assaporano con la stessa delicatezza e le tue mani che lo sfiorano tutto, le tue labbra che stuzzicano il suo membro duro e caldo per te. Pensai sempre più eccitata, torturando il labbro.

Emmet avrebbe avuto il suo bel filmino e io avrei goduto.

Alla fine ci avremmo guadagnato entrambi, anche Rosalie se vogliamo perché non era necessario dire a Emmet che ci sarei andata io al suo posto. Certo restava il problema dei capelli, ma potevo benissimo tingerli.

“Stai scherzando vero?” domandò spalancando gli occhi.

“No te l'ho detto. Vado io all'appuntamento, tu non devi preoccuparti di nulla” dissi dolcemente, con l'intento di tranquillizzarla.

Ma invece che tranquillizzarsi si agitò sempre di più e iniziò a camminare avanti e indietro per il soggiorno. Non avevo detto niente di male, anzi, la mia era solo una proposta, fattibile tra l'altro perché bastava che mi facessi solamente una tinta bionda.

“E' troppo rischioso, basta guardare il colore dei tuoi capelli” continuò agitando le mani “E poi scusa, ti faresti riprendere?” si fermò un attimo e mi guardo dritta negli occhi.

“Oh signore Rosalie” sbuffai sonoramente “sì mi farei riprendere e per i capelli posso fare una tinta. Piuttosto dimmi chi è il bell'imbusto” le chiesi curiosa, usando un pizzico di malizia.

“Cosa? Vuoi farti bionda? Bella è assurdo, Emmet non ci cascherà mai” disse incredula e poco convinta, riprendendo a girare avanti e indietro per il soggiorno.

“Perché no scusa?!?!” esclami guardandola dritta negli occhi.

“Che Emmet sia scemo lo so benissimo, ma non fino al punto da non riconoscermi e poi... ” la interruppi, bloccandola per un braccio.

Vederla camminare in quel modo mi stava facendo venire mal di testa.

“Rosy andrà tutto bene” continuai sorridendole “Ci serve solo una tinta bionda e un po' di rossetto”.

La sentii sospirare.

“E se Emm..”

“Non succederà, andrà tutto bene”.

“Okay senti diciamo che ci sto, ma sei proprio sicura che tutto filerà liscio?” chiese preoccupata.

“Ti fidi di me?”

“Beh sì.... più o meno” rispose titubante, scuotendo il capo.

“Rosalie” la rimproverai guardandola dritta negli occhi e poi sospirai “Lascia fare a me”.

“E va bene, va bene” disse sospirando.

“Allora va subito a comprare due tinte, una bionda e una castana. Non penserai che voglia rimanere gialla in testa?!?” continuai elettrizzata “Oh sì e porta qui anche l'arriccia capelli, devo farmi qualche boccolo per essere più simile a te”.

“Bella ma sei proprio sicura che funzioni?” domandò preoccupata.

“Vedrai... sarà un gioco da ragazzi e Emmet avrà il suo bel filmato Hard, però che sia ben chiaro: il filmato deve restare a voi due”.

Guai a lui se gli fosse venuto in mente di rivenderlo o darlo a qualche amico.

“Su questo puoi stare tranquilla, anzi, vado subito a dirgli che per me va bene così la smette di rompermi le scatole e poi corro a prenderti la tinta” continuò abbracciandomi forte “Grazie infinite Bella, sei un'amica”.

“Grazie a Emmet per le sue idee” dissi ridendo.

“Ma smettila va” rispose dandomi una leggera pacca sulla spalla.

Scossi il capo e tornai a studiare economia mentre Rosalie se ne andò. Lo sto per fare davvero? Mi meraviglio di me stessa. Chissà com'è il ragazzo con cui farò sesso; magari è ricco, biondo, con tante case oppure è moro, sorriso sempre smagliante e proprietario di una grande azienda. Pensai emozionata, mordicchiandomi il labbro.

Chiusi il libro e accessi la televisione. Ormai avevo la testa da un'altra parte per studiare. Mi sintonizzai sulla rete nazionale e improvvisamente il mio cervello andò in tilt, il telecomando mi cadde a terra mentre la bocca si aprii leggermente e spalancai gli occhi.
Davano il telegiornale, ma più specificamente, stavano intervistando un figo pazzesco.

Mordicchia il labbro pensando che avrei dovuto guardare la tv più spesso.

Sembrava alto, un sorriso da infarto, capelli castani spettinati e due grandi mani che spesso s'intrufolavano tra quei folti capelli. L'osservai con la bava alla bocca, sempre più incuriosita.

D'improvviso venni colta da una fortissima scossa elettrica su tutto il corpo, seguito da un brivido di piacere.

Che diamine mi stava succedendo? Mi chiesi scuotendo più volte il capo. Cercai di staccare lo sguardo da essa, dovevo tornare a studiare, ma non ci riuscii.

Era così figo, eccitante, bello e così sexy, sensuale.... l'avevo detto sexy?

Neanche il suono del campanello fu in grado di distogliermi dalla tv. Mi accorsi solo qualche minuto dopo che avevano suonato e andai di corsa a vedere chi fosse.

“Amore ciao, ma dov'eri finita? Mi stavo preoccupando” disse allarmato, attirandomi a se.

Si chinò per baciarmi e lo lasciai fare. Intrufolai le mani tra i suoi capelli pensando ai capelli di quel gran gnocco della tv, immaginandomi tra le sue braccia.

Jacob cercò di staccarsi, ma ripresi il bacio rendendolo più approfondito mentre con una mano chiusi la porta alle nostre spalle.

Lasciai faticosamente le sue labbra e come aprii gli occhi realizzai che stavo baciando il mio ragazzo e non il figo della televisione. Perché mai dovrei pensare a quel tipo? Non sa neanche della mia esistenza e anche se lo incontrassi, figuriamoci se verrebbe a letto con me. Pensai un po' confusa.

“Oh ehm sì scusa ma stavo studiando economia e non ho sentito il campanello” risposi vaga, evitando di pensare al figo mentre lo feci accomodare in soggiorno.

“Che palle sta economia... comincio a essere geloso sai” disse con un pizzico di malizia.

Mi avvicinai e gli circondai il collo con le braccia.

“Geloso di un libro?”

Le sue mani finirono tra i miei fianchi. Mi strinsero dolcemente.

“Anche, perché no?!?!” soggiunse baciandomi a fior di labbra “Comunque non prendere impegni per questo sabato perché siamo a cena da mia sorella Leah e ci sarà anche Emmet”.

Iniziai ad agitarmi. Che gli dico adesso? Okay calma e respira. Pensai passandomi una mano tra i capelli.

“Non possiamo rimandare a domenica per pranzo?” chiedo vaga.

“Perché? Lo sai che Leah non ama i cambi di programma”.

Perché.... perché.... e dai Bella pensa a qualcosa da dirgli. Pensai entrando nel panico più totale.

“Perché devo aiutare Rosalie a fare una cosa” dissi vaga, frettolosamente.

“Come? Ma non aveva da fare con un amico di Emmet?” domandò confuso.

Passai una mano tra i capelli. Bingo. Avevo proprio combinato un bel disastro.

“No” mi corressi subito dopo, scuotendo il capo “cioè sì ha impegno con amico di Emmet però mi ha chiesto una mano e le ho detto di sì”.

Lo sentii sbuffare e non era affatto un buon segno, anzi, annunciava una bella litigata.

“Che diamine centri tu con l'amico di Emmet? E poi cosa dico a Leah?” disse seccato.

Ed ecco che iniziava con la gelosia.

“Te l'ho detto devo darle una mano e con Leah posso parlarci io, non preoccuparti”.

“Non mi piace che tu stia con quel tipo” disse aggrottando le sopracciglia, facendomi notare il suo cambiamento d'espressione.

“Guarda che ci sarà anche Rosalie e comunque non è niente di quello che immagini. Riguarda un progetto di lavoro e ci saranno solo alcuni suoi colleghi” dissi calma, per tranquillizzarlo.

“Cosa? Alcuni colleghi? Non se ne parla proprio. Tu non vai da nessuna parte” mi impose serio e la cosa un po' m'infastidì.

Chi era lui per impedirmi di uscire con un'amica? Okay non era la verità ma comunque io ero libera di fare quello che più mi piaceva, e se fino a cinque minuti fa avevo pensato che forse Rosalie non aveva poi tutti i torti, ora non avevo più dubbi né ripensamenti.

“E immagino che tu me lo impedirai giusto?” dissi seccata, guardandolo male.

“Sì”.

“Beh sappi che io ci andrò lo stesso. Non m'importa se a te non sta bene” risposi con la stessa serietà.

“Allora anch'io andrò fuori per locali con Emmet” disse freddo, scuotendo le spalle.

“Fai come ti pare e comunque non è la stessa cosa. La nostra è una cena di lavoro, ma se tu preferisci andare a puttane fa pure però poi non venire a bussa alla mia porta” dissi con le lacrime agli occhi.

Mi avevano ferito molto le sue parole, o forse mi sentivo in colpa per quello che invece avrei fatto sabato?

Si avvicinò e cercò di stringermi. Lo lasciai fare poggiando la testa nell'incavo della sua spalla.

“Scusa Bells... a volte vorrei ammazzarmi per quello che dico, è che quando mi prende la gelosia io non ci vedo più” disse sospirando, cercando i miei occhi.

Alzai leggermente lo sguardo e gli sorrisi.

“A me piace che tu sia geloso, però amore devi capire che non faccio niente di male. È solo una stupida cena di lavoro”.

“Va bene tesoro e scusami ancora. Mi perdoni?” chiese dolcemente.

Annuii e mi allungai per baciarlo. Un bacio molto dolce e delicato. Intrufolai le mani tra i suoi capelli mentre le sue finirono sui miei fianchi.

Lasciai le sue morbide labbra quanto sentii di non riuscire più a respirare e tornai a studiare.

Ora che con Jacob avevo chiarito e fatto la pace, non mi restava che prepararmi con l'aiuto di Rosalie e andare al fatidico appuntamento. Chissà chi era il bell'imbusto che avrei dovuto scopare. Magari fosse stato quello della televisione. Ci avrei messo la firma sopra.

“Ah tesoro prima che mi scordi, domenica per pranzo siamo invitati da Emmet e Rosalie. Emmet vuole presentarmi un suo amico e vorrei che venissi con me. Mi ha detto che potrebbe aiutarmi con il lavoro”.

Un brivido di piacere mi oltrepassò il corpo e contemporaneamente fui avvolta da una stranissima sensazione.

Ero arrossita, il cuore mi batteva fortissimo e dentro di me sentivo tanta agitazione. Che fosse proprio il ragazzo che dovevo scoparmi? O magari.... ci pensai sopra qualche istante.

Non poteva essere il ragazzo della televisione.

Gente così ricca, ma soprattutto così figa e sexy, non poteva di sicuro essere amica di Emmet. Che accidenti stavo pensando?

“Hai capito Bells?”

Scossi il capo passandomi una mano tra i capelli.

“Sì certo e digli pure che va bene” mi corressi subito “Anzi glielo dico io stessa visto che tra poco devo vedermi con Rosalie”.

“Come vuoi” continuò sfilandomi di mano il libro di economia “Devi proprio studiare amore” disse malizioso.

“Mhmm in teoria” e così dicendo lo baciai, lasciandomi travolgere dai forti sentimenti che provavo per lui.

Da un bacio finimmo dritti nella mia camera da letto a fare l'amore.

Jacob era sempre molto dolce e passionale durante il rapporto. Ci sapeva fare con me, ma in quel momento, in quel preciso istante, sentire le sue labbra e le sue mani sul mio corpo mi provocavano nessuna eccitazione.

Poi all'improvviso mi tornò in mente, come in un flashback, il figo della televisione e persi completamente i sensi.

Non sembravo neppure più io.

“Mhmm si amore... continua così non smettere.... mhmmm” sussurrai eccitata, tra un bacio e l'altro.

“Ohhh.... sì Bella... mhmhmhm...” rispose con la stessa eccitazione, capovolgendo le posizioni, mettendosi sotto di me.


**********


“Senti ma sei proprio sicura di voler fare questa cosa?” domandò agitata.

Credevo di averla tranquillizzata invece era più agitata di prima, ma non doveva perché io avevo sotto controllo e sarebbe andato tutto bene.

“Rosy” continuai prendendole le mani e guardandola dritta negli occhi “Andrà tutto bene dai”.

La sentii sospirare.

“Okay scusa... dai corro a prendere la tinta” disse sorridendo.

“Non l'hai ancora comprata?” chiesi incredula.

“Ma no è in borsa!” esclamò ridendo, poi si alzò dal divano e andò a prendere la tinta.

“Ne hai comprata anche una scura vero? Non penserai mica che resti bionda platino per sempre”.

“Sì tranquilla Bella. Ho preso tutto il necessario” tornò con la tinta e tutto l'occorrente.

Bene! Adesso non mi restava che diventare bionda, indossare un abito sexy e andare all'appuntamento.

“A proposito, non mi hai ancora detto chi è il bell'imbusto” dissi curiosa.

“Si chiama Edward Cullen e suo padre ha una grossa industria, Emmet mi aveva anche accennato quale ma non ricordo onestamente.... ah e tra qualche mese si sposa”.

Arricciai il naso. Quel nome non mi fu per niente nuovo, solo che non ricordavo dove l'avessi sentito.

“Cullen hai detto?”

“Sì ma non credo che tu lo conosca. A volte non ci credo che sia amico di Emmet”.

“Perché scusa?” chiesi curiosa.

Cullen? Ma dove accidenti l'avevo sentito?

“Beh perché Emmet non è ricco, né tanto meno popolare.... comunque a quanto mi ha detto Emmy tra un mese si sposa”.

“Si sposa però tradisce la sua ragazza a quanto vedo”.

“Vuole un piccolo addio al celibato, Emmet un filmato porno e hanno pensato di unire la cosa. Gli uomini” disse scuotendo il capo e alzando le mani al cielo.

“Ed è bello?” chiesi curiosa, mordicchiandomi il labbro.

“Eccome Bella.... vedessi che fisico... è da urlo” disse euforica.

“Hai una foto? Dai voglio vederlo” risposi con la stessa euforia.

“Purtroppo no, ma se vai su Facebook e scrivi Edward Cullen ti dico io chi è”.

Non ci pensai sopra due volte, presi l'iPad e andai su Facebook. Digitai tremante il suo nome, con il cuore che mi batteva all'impazzata.

Di persone ne uscirono molte, ma una in particolare attirò la mia attenzione.

Era bellissimo, un sorriso da mozzare il fiato. Lo guardai con molta più attenzione. No aspetta... non poteva essere lui

“Allora qual'è di questi?” domandai sempre più curiosa.

“Eccolo” e indicò con il dito proprio chi non avrei mai immaginato.

Oh no, non poteva essere lui. Scossi ripetutamente il capo. Ci doveva essere per forza un'errore.

Iniziai a sudare.

“Bella che ti prende stai bene?” chiese preoccupata.

“Io- io- cred-cre- credo di sì... insomma.... cioè...” dissi sempre più confusa.

“Hai visto che gnocco?”

Avevo visto eccome. Dio mio era davvero il tizio della televisione. Zummai la foto ed era proprio lui. O mio Dio!

“Non posso farlo” farfugliai agitata.

“Cosa? Non vorrai mica ripensarci?”

“No cioè...” la guardai dritta negli occhi “Oggi l'ho visto alla televisione e... beh ecco... non posso scoparmi un tipo del genere, è troppo rispetto a me”.

Seppure fossi una ragazza carina, sicuramente Cullen aveva a che fare con tipe molto più belle e sexy di me.

Non ero all'altezza di lui.

“Che stai dicendo Bella?!? Sei una ragazza bellissima, io dico che impazzirà per te”.

“E se dovesse andarsene appena mi vede?” domandai preoccupata.

“Ma va!!! Che vai a pensare. Vedrai che farai faville”.

Presi un lungo respiro e mi passai una mano tra i capelli.

“Va bene dai fammi questa tinta bionda prima che cambi idea” dissi cercando di rimanere il più calma possibile.

“Grazie Bella” e così dicendo mi abbracciò forte.

“Ehm.. Ro..Rosalie mi stai strozza-ando” dissi tossendo.

“Oh scusa. Dai cominciamo” continuò scuotendo il capo “Ah Emmet mi ha raccontato che è un po' strano a letto”.

Cominciai a preoccuparmi e allo stesso tempo incuriosirmi.

“Strano come?”

“Beh diciamo che gli piace fare certi giochini... con certi oggetti”.

“Non è un maniaco vero?” domandai un po' spaventata.

“Che dici dai! Assolutamente no” disse ridendo.

“Va beh dai comincia prima che cambi idea” dissi sospirando.

“Vedrai, andrà tutto bene”.


**************

Mi guardai allo specchio un paio di volte. Ero la copia esatta di Rosalie, avevamo fatto proprio un bel lavoro.

Abbozzai una risata maliziosa e mi leccai le labbra.

Non stavo più nella pelle, mi sentivo eccitata come non mai al pensiero che fra poche ore mi sarei scopata quel bell'imbusto della televisione.

Chissà come doveva essere dal vivo. Secondo me era ancora più sexy di come si vedeva attraverso lo schermo.

Tuttavia avevo ancora qualche dubbio.

Più che altro temevo di non piacergli, avevo questa convinzione e seppure Rosy fosse riuscita a tranquillizzarmi, c'era ancora una parte di me che si sentiva insicura.

Un'altra cosa che mi spaventava, più che altro che m'incuriosiva, era sapere con precisione a quali giochini alludeva Rosalie.

Ne avevamo parlato anche poco fa, ma lei non ne sapeva niente. Mi aveva detto che Emmet non si era soffermato sui particolari, né tanto meno le aveva spiegato bene nel dettaglio in che cosa consistessero.

“Allora? Sono o non sono la copia esatta di te?” le chiesi entusiasta, facendo la giravolta.

La vidi storcere il naso.

“Mhmmmm.....” disse titubante.

“E dai Rosalie!” esclamai sbuffando.

“Sei perfetta Bella. Vedrai che farai un figurone” rispose entusiasta.

“Speriamo” dissi un po' titubante.

“Ehi non vorrai mica rinunciare proprio adesso?” domandò preoccupata.

“Può darsi...”.

“Come può darsi? Bella ma che ti prende?” mi chiese sempre più preoccupata.

“Scherzavo dai” dissi ridendo.

Tirò un sospiro di sollievo.

“Per poco non prendevo un infarto, comunque.... Hai capito dove devi andare no?”

“Sì al Palace hotel giusto?”

“Esatto e mi raccomando, fa che Emmet non si accorga niente”.

“Sta tranquilla, andrà tutto bene. Tu piuttosto non uscire di casa e non rispondere al telefono okay?”

“Sì okay va bene”.

Salutai nuovamente Rosalie, la quale mi fece un altro grosso in bocca al lupo, poi andai come d'accordo al fatidico appuntamento.

L'hotel Palace era uno dei più lussuosi alberghi di tutta Seattle – cinque stelle lusso – e veniva frequentato solamente da gente molto ricca. Fissai per qualche minuto l'entrata, accidenti era veramente di gran classe. Le maniglie erano in oro e l'aria che si respirava era molto piccante. Sentivo che non avrei dimenticato tanto facilmente la serata.

Faceva freddo fuori, la gente andava e veniva di continuo, ma avevo un po' di timore a entrare. Io non ero ricca, né tanto meno sapevo come si comportava una signorina di quella portata.

Che stavo facendo lì fuori? Edward sicuramente era già arrivato e non potevo farlo aspettare.

Rosy mi aveva spiegato tutto nel dettaglio: da come arrivare all'hotel, alla camera in cui dovevo recarmi.

Ripensandoci però, convenni che era meglio lasciar perdere.

Io non ero all'altezza di entrare in un posto del genere, tanto più di scopare un figo pazzesco come Cullen.

Avrei fatto fiasco e basta.

Peccato che Rosalie pensava che io fossi già a scopare con Cullen e Emmet credeva che fosse Rosalie a farlo.

Non potevo tradire la mia migliore amica.

D'improvviso venni colta da un brivido fortissimo su tutto il corpo, sovrastato da una sexy e calda voce. La riconobbi subito, ma non mi voltai. Avevo troppa paura per girarmi e guardarlo in faccia. Ormai non avevo più scampo.

“Tu devi essere Rosalie.. molto piacere io sono Edward Cullen” mentre continuò il discorso, mi voltai.

Seppure non ne fossi del tutto convinta, non potevo tirarmi indietro. Ci avevo pensato troppo tardi.

“Emmet mi h...”

Deglutì con molta fatica, incapace di staccarmi gli occhi da dosso. Anch'io feci lo stesso.

Edward era bellissimo, ancora più bello di come appariva in televisione. Alto, magro, capelli castoni spettinati e RayBan neri. Un figo da panico. Mordicchiai il labbro spogliando con gli occhi.

Accennò un sorriso malizioso e intuii che era pronto per fare di me la sua unica donna. Un brivido di piacere mi oltrepassò tutto il corpo.

Ti prego Edward portami in camera perché sto impazzendo. Pensai sempre più eccitata.

“Sì sono Rosalie molto piacere, e tu devi essere Edward giusto?” domandai sicura di me, porgendogli la mano mentre continuavo a mangiarlo con gli occhi.

“Eddy per gli amici, comunque....” continuò maliziosamente, avvicinandosi sempre di più a me, afferrandomi per i fianchi e facendo ben aderire il suo corpo al mio “Sì sono Edward” e così dicendo si chinò per baciarmi.

Lo lasciai fare mentre la gente, fuori dall'hotel e/o in passeggiata, ci stava guardando con molto stupore.

Non era il classico bacio dolce, no era più rude, selvaggio e molto passionale.

Mi alzai sulle punte intrecciando le mani tra i suoi morbidi capelli e mi sfuggii un lamento dalle labbra. Ero talmente eccitata che l'avrei preso seduta stante se avessi potuto.

La gente continuava a fissarci ma noi continuavamo a baciarci come se nulla fosse. Il cuore mi batteva fortissimo e a stento riuscivo a reggermi in piedi.

Edward tentò di staccarsi, ma non glielo permisi e approfondii il bacio portando le sue mani sul mio culo.

Volevo che mi toccasse proprio lì, davanti all'hotel.

“Mhmmm si Edward palpami” sussurrai eccitata, tra un bacio e l'altro.

“Ohhhh...” sussultai sempre più eccitata, colta da un forte brivido.

Mi aveva davvero dato una sculacciata?

“Non resisto più Rosalie andiamo in hotel dai” mi supplicò voglioso, staccandosi dalle mie labbra.

Annuii lasciando le labbra a pochi centimetri dalle sue, lui abbozzò un sorriso molto malizioso e mi prese per mano, ma come cercò di muovere un piede lo bloccai e lo baciai nuovamente.

Il bacio di poco fa non mi era bastato. Oh no, io volevo molto di più.

“Mhmm prendimi qui... prendimi Edward” dissi sempre più vogliosa, approfondendo il bacio.

“Ohhh... Ti prego andiamo in camera” implorò in un sussurro, facendomi notare il suo forte desiderio.

Non mi fermai neanche questa volta e continuai a baciarlo facendo aderire bene le mie gambe alle sue, sentendo pulsare la sua patta dei pantaloni. Portai una mano sopra e glielo accarezzai.

Un fremito di piacere uscì poco dopo dalle sue labbra e capii che forse era meglio se andavamo in camera.

“Sì ti prego portami di sopra” dissi eccitata, staccandomi leggermente da lui.
Entrammo in Hotel con molta disinvoltura, e se da fuori sembrava un reggia, dentro era stupendo.

Tutto arredato in stile 800 con rifiniture in oro e argento. Un vero lusso.

“I signori hanno bisogno di una mano?” chiese un receptionist, avvicinandosi a noi.

Abbassai prontamente lo sguardo arrossendo leggermente in volto. Mi sentii un po' in imbarazzo, anche perché nessuno lì dentro immaginava che cosa avremmo fatto in camera.

“Sì la ringrazio. Vorrei avere la chiave della stanza numero 350” rispose educatamente.

“Gliela faccio avere immediatamente” e dopo qualche secondo tornò con la chiave.

“La ringrazio”.

“A lei e buon soggiorno” sorrise e poi andò da un altro cliente.

Rabbrividii di piacere al suono di quelle parole. Altro che buon soggiorno, sarebbe stata una notte di vera passione.

Dentro di me immaginavo le sue mani che mi toccavano e palpavano tutta e le sue labbra che con sensualità esploravano il mio palato, mi baciavano e leccavano ogni centimetro del mio corpo.

“Saliamo?” chiese dolcemente.

Annuii abbozzando un piccolo sorriso e lo seguii. Salite le scale, e giunti nel corridoio, lo bloccai e mi avventai sulle sue labbra spingendolo contro il muro.

Lo sentii fremere.

“Ros.. Rosalie dobbiamo entrare” disse tra un bacio e l'altro, ricordandomi che dovevamo filmare il tutto.

Scossi il capo ripetutamente, sbattendo le ciglia e passai una mano tra i capelli. Che diamine mi stava succedendo? Non potevo essere io. Improvvisamente non mi riconobbi più.

Ero davvero Isabella Marie Swan? La cosa strana, e forse anche un po' pazza, era che mi piaceva.

Sentivo il desiderio scorrere nelle mie vene, la mia fica pulsava maledettamente e tutto quello che volevo era scoparmi Edward Cullen.

Volevo essere la sua schiava personale, la ragazza cattiva che lo aveva fatto arrabbiare e quindi doveva essere punita.

Lasciai con fatica le sue morbidi labbra, sussurrandogli un ti voglio e premendo la sua erezione contro le mie natiche.

Il suo sesso era bello duro, pronto per essere succhiato e leccato dalle mie labbra. L'osservai aprire la porta con le mani tremanti e sudaticce mentre i miei occhi lo stavano spogliando.

Spalancò la porta e lo sguardo cadde subito sul letto. Sopra di esso c'erano diversi oggetti: una frusta, delle manette, due bende, un gel e un vibratore rosa.

In un lampo mi tornarono in mente le parole di Rosalie, ma stranamente non mi spaventai, tutt'altro, mi eccitai ancora di più.

Davanti al letto invece, c'era una videocamera già funzionante. Era sorretta da un cavalletto, doveva solo togliere il copri obiettivo e premere rec. Mi voltai con un sorriso molto malizioso sul volto e gli circondai il collo con le braccia.

“Allora signor Cullen, vogliamo entrare?” domandai maliziosa, perdendomi nei suoi occhi.

“Molto volentieri, signorina... mi sfugge il cognome, può ripetermelo per favore?” chiese confuso, un tantino in imbarazzo.

“Sw.. oh ehm... Hale, signorina Hale” risposi schiarendomi la voce.

Si chinò per baciarmi stringendomi possessivamente i fianchi. Mentre portai le mani tra i suoi morbidi capelli, entrai in stanza e m'incamminai verso il letto. Cercai di spingerlo sopra ma venni bloccata.

“Ferma.. dobbiamo accendere la videocamera” mi ricordò, cercando di non far notare la sua evidente eccitazione e voglia.

La sua riposta mi mise un po' in imbarazzo. Era la prima volta che facevo una cosa del genere. Andò a sistemare la videocamera, prese REC e tornò a occuparsi di me.

Iniziò a spogliarmi lentamente, mi tolse la giacca, che finì a terra e affondò le sue morbide labbra sul mio collo, spostando con una mano i capelli.

Il suo tocco era delicato, leggero e le sue labbra mi baciavano facendo attenzione a non farmi male, ma io volevo proprio il contrario. Edward doveva essere tutto tranne che garbato.

Desideravo che mi strappasse il vestito con forza e che con violenza si insinuasse tra le mie cosce e mi scopasse come un vero porco.

Poteva usare il mio corpo come più gli piaceva, io ero a sua completa disposizione.

Dal collo salì a succhiarmi e mordicchiarmi il lobo dell'orecchio mentre con una mano cercò di slacciarmi il vestito.

Indossavo un abitino nero con corpetto rigido senza spalline e molto scollato, che arrivava a metà coscia, molto aderente e anche molto scollato sulla schiena mentre ai piedi avevo un paio di tacchi a spillo sempre rigorosamente nere.

“Sei bellissima” disse eccitato, spogliandomi con lo sguardo.

Con un colpo secco e deciso mi tirò giù il vestito, poi fece scivolare le sue grandi mani sulle mie tette, che prese ad accarezzare e stuzzicare.

Mi voltai e Lo aiutai a scoprirle entrambe e poi accompagnai la sua bocca fino a sentire la sua saliva calda sui capezzoli e poi giù fino al centro del mio piacere. Ero eccitata come non mai, lo pregai di entrare senza indugiare, di penetrarmi laddove la voglia bagnava le mie cosce che ormai larghe non aspettavano altro.

“Non così in fretta principessa” disse iniziando a spogliarsi.

La giacca finì a terra, seguita poi dalla camicia e dal resto dei vestiti. Lo guardai vogliosa, al tempo stesso incredula. Era tutta roba vera?

Che muscoli, che spalle larghe e forti.... mhmmm..

D'improvviso mi sentii afferrare per la testa, ritrovandomi poi con il suo cazzo nella mia bocca. Era duro, caldo, voglioso di me. Glielo succhiai per bene, massaggiandogli le palle con le mani.

Stava andando tutto secondo i piani, anche meglio se vogliamo perché volevo davvero scoparlo.

Da quando l'avevo visto in televisione avevo iniziato a fantasticare su una nostra ipotetica notte di passione e ora la stavo proprio vivendo. Era tutto come avevo immaginato. Lasciai con fatica il suo cazzo e cominciai a girargli intorno guardandolo con malizia.

“Se pensi di scapparmi ti sbagli” e così dicendo mi afferrò per un polso “Sei arrivata con cinque minuti di ritardo e per questo devi essere punita” disse eccitato.

“Sbagliato” mollai la sua presa “Veramente sei tu quello che sei arrivato in ritardo” lo corressi usando la stessa eccitazione.

“Vuoi contraddirmi forse?” continuò spogliandomi con gli occhi “Ti consiglio di stare attenta ragazzina” mi avvertì serio.

“Non mi fai paura” sussurrai vogliosa, portando le labbra a pochi centimetri dalle sue.

Forse non avrei mai dovuto dirgli quelle parole. Con una mano si sporse ai bordi del letto e prese il vibratore rosa mentre con l'altra mi afferrò con forza il mento.

Finii contro il muro, il vibratore sul clitoride e la sua mano che mi teneva fermo il collo.

Il piacere che stavo provando era indescrivibile, ma non mi bastava. Volevo sentire dolore, scoparlo fin quando la mia fica e il mio culo non m'imploravano di smettere perché troppo esausti.

“Ti piace piccola?” domandò in un sussurro, portando l'altra mano sul mio culo.

Mi diede una grossa sculacciata che mi fece ansimare di piacere, poi c'infilò due dita e cominciai a sentire dolore.

“Aiiii... mhmmm” dissi eccitata, accelerando i movimenti con il bacino.

Era una sensazione strana e al tempo stesso piacevole. Stavo godendo dal piacere che il vibratore rosa mi stava dando, ma sentivo dolore dal buco del sedere.

Un dolore che pian piano si trasformò in un grande e immenso piacere.

“Te l'avevo detto che dovevi stare attenta” disse voglioso, al mio orecchio.

“Te lo ripeto un'altra volta, non mi fai paura Cullen” sussurrai eccitata, sperando di ottenere di più.

“Ah sì?” e senza aggiungere altro mi afferrò entrambi i polsi e mi scaraventò sul letto, girandomi con la pancia in sotto.

“Fammi vedere quello che sai fare” gli sussurrai eccitata, muovendomi un po' in avanti e indietro.

Il suo intento era chiaro. Entrare nella parte più oscura che al tempo mai nessun membro di uomo aveva ancora visitato.

Ma strinsi gli occhi mentre l'eccitazione continuava a salire.

Cominciò ad andare avanti e dietro senza preoccuparsi del dolore che misto a piacere m’immobilizzava al letto e improvvisamente mi sentii puttana e posseduta. Una sensazione meravigliosa.

“Aiiii...mmhmmmm.... non smettere...” dissi sempre più eccitata, aggrappandomi al lenzuolo.

“Mhmm Rosalie... hai culo perfetto” rispose con la stessa eccitazione.

“Frustami, sculacciami forte.. fammi tutto quello che vuoi” lo implorai stringendo il lenzuolo fra le mani e un secondo dopo, ecco arrivarmi la prima sculacciata, seguita da una bella frustrata.

“Sì così dai...” sussurrai mordendomi il labbro.



IL GIORNO DOPO...



“E poi? Come vi siete saluti? Lui che ha fatto?” chiese sempre più curiosa.

Stavamo parlando di questo da quasi un'ora e francamente mi ero un po'  stancata. Mi stava scoppiando la testa.

“Ci siamo scambiati un bacio, lui ha fatto una doccia e io nel frattempo sono andata via”.

Seppure mi fossi molto divertita e Edward avesse soddisfatto a pieno le mie voglie più segrete e nascoste, dopo quel bacio non avevo più alcun motivo per rimanere lì.

“Che cosa? E non l'hai neanche salutato?”

“Ehi... Guarda che ci siamo dati un bacio, ma scusa che dovevo fare?” chiesi sbuffando.

Ci mancava pure che dovessi rimanere in quella stanza d'hotel.

“Forse prendere la videocamera?” continuò sbuffando “Vabbè dirò a Emmet che nella fretta di tornare a casa l'ho lasciata nella stanza. A proposito che numero era?”

“La 350 e comunque non me l'avevi detto” scossi il capo “Dai ora finiscimi di fare sta tinta che bionda non mi ci vedo proprio”.

“Per me invece stai benissimo”.

“Sarà! Ma se Jacob mi vede così m'ammazza”.

“Accidenti amore ma che gli hai fatto a Cullen?!?!” esclamò incredulo Emmet, entrando in casa.

Infilai rapidamente un asciugamano in testa e presi un bel respiro. Se mi avesse visto bionda sarebbe stata la fine.

Rosalie mi guardò storcendo il naso. Io non gli avevo fatto proprio niente.

“Per- perché scusa?” chiese farfugliando, un po' imbarazzata.

“Dice che è stato il miglior sesso della sua vita e...”

Edward ha detto che cosa? Addirittura il miglior sesso della sua vita. No è impossibile. Pensai incredula.

“E? Su avanti continua, non tenermi sulle spine” disse curiosa.

“Vorrebbe rivederti. Mi ha anche detto che è disposto a pagarmi una grossa cifra pur di scoparti ancora. Ma ti rendi conto piccola? Saremo milionari e tutto grazie a te”.

“SEI IMPAZZITO FORSE?” gli urlò Rosy furiosa, mollandogli un bel ceffone.

“Ehi che ho detto di male? Scusa riflettici un secondo: siamo quasi al verde, i suoi soldi ci farebbero comodo” disse portando una mano sulla guancia rossa.

“Non ci penso proprio. Scordatelo” disse seccata, incrociando le braccia al petto.

“E dai amore. Infondo che sarà mai un'altra scopata, inoltre non mi pare che tu ti sia annoiata. Edward mi ha raccontato che sei stata molto focosa”.

Beh effettivamente...

Portai una mano davanti alla bocca per non ridere. I due litigarono ancora per un po', poi Rosalie lo sbatté fuori di casa.

“Ti rendi conto? Vuole pure il bis. Che gran porco” disse irritata, sbuffando sonoramente.

“Ehm... guarda che ci sono andata io a letto ma se vuoi.... si insomma.....” abbassai timidamente lo sguardo e sospirai “Posso soddisfare la richiesta di Emmet”.

Farfugliai timidamente quelle parole e in parte mi vergognai. Com'era possibile che la notte precedente non mi fosse bastata?

Pensai al povero Jacob e al semi- tradimento che gli avevo fatto e mi sentii arrivare un pugno dritto nello stomaco. Non potevo fargli questo, ma non potevo neanche far finta che non mi fosse piaciuto perché avrei solamente mentito a me stessa.

Ieri notte era stata stupenda, Edward lo era stato.

Mi ero sentita al centro dell'attenzione e avevo goduto come mai prima d'ora.
“Non se ne parla neanche. Conoscendo Emmet credo finirebbe per stipulare un contratto con quel porco di Cullen ed è l'ultima cosa che voglio” si passò una mano tra i capelli sedendosi sul divano.

“Guarda che per me non ci sono problemi e in alternativa posso provare a parlare con Cullen. Magari lo dissuado” o magari saremmo finiti dentro il letto a fare nuovamente sesso.

Forse non era una buona idea.

“Vuoi dire un incontro senza fare sesso? E tu credi che quel porco ti darebbe ascolto?”

“Di a Emmet che vuoi parlare con Cullen privatamente e che lo aspetterai tra mezzora al bar vicino alla stazione dei tram. Se non viene, allora niente scopata. Vedrai che se gli dici così accetta di sicuro”.

O almeno era quello che speravo.

“Speriamo accetti, altrimenti siamo fregate” disse usando un tono speranzoso.

Prese il cellulare e chiamò subito Emmet, il quale fu molto felice della sua proposta.

Richiamò qualche minuto dopo dicendole che per Edward non c'erano problemi anzi, non aspettava altro che questo. Mi sentii tremare la terra sotto ai piedi al suono di quelle parole.

Scossi il capo ripetutamente.

“Bella sicura che te la senti?”

“Ma si certo te l'ho detto, però mi devi prestare un tuo vestito perché non posso certo uscire in questo stato” dissi indicando la mia tuta.

“Ho già in mente quello che fa per te” disse maliziosa e in cinque minuti fui di nuovo lei.

“Okay vado, speriamo bene” dissi prendendo un lungo respiro.

“Buona fortuna e ti prego cerca di convincerlo”.

“Ci proverò”.


##########


Arrivai puntuale all'appunto, ma non potevo dire lo stesso di Edward. Non era ancora arrivato ed erano ormai più di venti minuti che stavo aspettando.

Pensai che fosse una presa in giro, così mi alzai dalla sedia quando intravidi una folta chioma spettinata venirmi incontro. Calma Bella, stai calma. Pensai.

“Scusa per il ritardo” disse timidamente, abbozzando un sorriso.

“Credevo non venissi più” risposi con la stessa timidezza, arrossendo in viso.

“Non ti avrei mai fatto uno scherzo simile” continuò sistemandosi “Prendi qualcosa? Ti va?”

“Edward ascolta, se sono qui è per dirti che non posso accettare la tua proposta” gli dissi seria, con un velo di tristezza negli occhi.

Lo vidi sgranare gli occhi. Fu sorpreso, era evidente che non si aspettava una cosa del genere. Forse sperava che dopo un bicchiere di vino saremmo andati a scopare da qualche parte.

Presi la mia borsa e silenziosamente mi alzai dal tavolo, ma come mossi un piede mi sentii afferrare dolcemente il polso della mano sinistra.

“Rosalie aspetta”.

Una lacrima scivolò sul mio volto. Mi sentivo incapace di reagire perché una parte di me gli sarebbe saltata addosso anche in quell'istante, ma non potevo.

“Devo andare Edward” e così dicendo tornai a casa di Rosalie.

Lui neanche cercò di fermarmi o forse lo fece, ma io fui più svelta e riuscii a fuggir via.

Chissà cosa sarebbe successo se avessi accettato la sua proposta fin da subito, o se invece fossi rimasta al tavolo. Forse le nostre strade si sarebbero unite in un per sempre. Non ne avevo idea.

Me ne stavo seduta sul terrazzo, a leggere uno dei miei libri preferiti: cinquanta sfumature di grigio.

Era il mio preferito perché in quei protagonisti rivedevo molto me e Edward.

Portai velocemente una mano davanti alla bocca e cercai di fare dei lunghi respiri. Era da una settimana che sentivo un forte senso di vomito, specialmente durante l'ora dei pasti.

Come se l'odore del cibo mi desse fastidio.

In aggiunta, ogni tanto, sempre da una settimana avevo dei forti capogiri al mattino.

Cercai di alzarmi e socchiusi la finestra. Sentire quell'odore di pollo arrosto mi stava facendo salire sempre più vomito.

“Amore ma stai sempre a leggere quel libro, dai vieni a tavola” disse sbuffando.

“Finisco due pagine e arrivo” urlai tornado sul libro.

Mamma mia che gran senso di vomito. Forse il caso che oggi non mangi. Pensai preoccupata.

“Dici sempre così e poi arrivi dopo un'ora” disse sbuffando.

Stavo ancora con Jacob, non avevo il coraggio di lasciarlo. Quel ragazzo aveva già sofferto in passato, a causa della tragica e improvvisa morte dei suoi, seguita poi dal tradimento della sua ex ragazza con il suo migliore amico.

Di Edward invece non ne sapevo niente. Dovevamo andare anche a mangiare con lui e Emmet e Rosalie una sera, ma io avevo finto di stare male e alla fine Rosalie aveva deciso di rimandare.

Per quanto riguarda il filmato invece, era ancora fra le mani di Cullen. Rosalie mi aveva detto che Emmy aveva cercato più volte di farselo dare, ma non c'era riuscito.

Fu il suono del mio cellulare a distogliere lo sguardo dal libro e la mente dai miei mille pensieri.

“Oh Bella meno male hai risposto” disse agitata.

“Che succede?” chiesi preoccupata, facendo dei piccoli respiri.

“Devi andare immediatamente alle industrie Cullen”.

Sentii nuovamente un forte senso di vomito, seguito da un po' di mal di testa. Portai una mano sulla fronte e feci dei piccoli respiri.

La telefonata così improvvisa di Rosalie deve avermi preoccupato e mi sono agitata troppo. Pensai confusa.

“R...” ma non feci in tempo a finire che fui interrotta.

“Ascoltami è importante, ti prego” disse supplicandomi.

“E va bene dimmi” risposi sbuffando, massaggiandomi la fronte.

“Edward vuole togliersi la vita. Sono settimane che sta chiuso nel suo ufficio e ha detto a Emmet che se io, cioè tu, non va da lui.... beh ecco si butterà di sotto”.

Rimasi impietrita e incapace di rispondere. Edward voleva togliersi la vita e tutto per causa mia.

Ora si che dovevo rimanere calma.

“De-devo andare ora. Ci sentiamo dopo Rosalie”.

“Bella asp...”.

Riattaccai senza darle neanche il tempo di finire il discorso e passai una mano tra i capelli.

“Guarda che si fredda il pranzo” mi rammentò Jake, urlando dalla cucina.

Edward vuole togliersi la vita. Io devo fare qualcosa, non posso starmene con le mani in mano. Pensai agitata. Ma non posso neanche fare questo a Jacob. L'ho già tradito una volta.

“Bella tutto bene?” domandò preoccupato, sporgendosi fuori dal balcone.

“I-i-i- io...” mi alzai frettolosamente, passandomi una mano tra i capelli “Devo andare, mi sono appena ricordata che avevo un impegno urgente”.

“Come devi andare!?!? e il nostro pranzo?” esclamò confuso.

“Scusami tanto è che proprio non posso rimandare” farfugliai un po' agitata, precipitandomi a prendere il cappotto.

“Ferma” continuò bloccandomi per un polso “Si può sapere dove accidenti devi andare a quest'ora?” domandò confuso e al tempo stesso irritato.

“Parlando con Rosalie mi è venuto in mente che dovevo sbrigarle una commissione, ma torno presto tu intanto mangia. Io appena arrivo mi scaldo il pranzo” dissi calma, mollando la sua presa.

Afferrai la borsa e corsi alle industrie Cullen. Dovevo fermare Edward.

Sentivo ancora un po' di mal di testa, ma ora la cosa più importante era un'altra.

L'ultima cosa che volevo era saperlo morto e averlo sulla coscienza. Arrivai dopo dieci minuti, avevo trovato traffico, inoltre non sapevo bene come arrivarci.

Il palazzo era enorme da fuori, sembrava alto quasi come le torri gemelle. Ci misi un po' prima di suonare. La tensione e la paura erano alle stelle, inoltre non riuscivo a togliermi dalla mente che fosse già fuori dalla finestra pronto per  gettarsi.

“Andate via, non voglio vedere nessuno” disse serio.

Suonai nuovamente.

“EMMET CAZZO VAI VIA!” urlò furioso.

“So-s-s-sono io... Edward” farfugliai con gli occhi lucidi.

“Ros-ro-” continuò singhiozzando “Rosalie sei tu”.

“Ho bisogno di parlarti, ti prego fammi salire”.

Sperai in una sua risposta positiva. Dovevo fargli capire che era una sciocchezza pensare di buttarsi dal terrazzo, e poi per cosa?

Tra di noi c'era stato solo sesso. Nient'altro.

“Va bene sì, anch'io desidero parlarti”.

Usò un tono di voce molto dolce e capii che sarebbe stata molto dura fargli comprendere che fra di noi non ci poteva essere niente, tuttavia ero fiduciosa che se avesse scavato bene dentro al suo cuore non avrebbe sentito niente per me.

Entrai con la speranza di convincerlo e come varcai quell'enorme porta, mi ricordai che Edward non sapeva niente del piano organizzato da me e Rosalie.

Ormai però ero lì e non potevo tornare indietro.

Andai a piedi per cercare allentare la tensione ma più salivo le scale, più l'ansia saliva. Giunta davanti alla porta del suo ufficio, che riconobbi grazie all'enorme targhetta affitta sopra, mi avvicinai e bussai piano.

Non aprire, non aprire, non aprire, non aprire. Pensai agitata.

Ed ecco le ultime parole famose.

“Rosalie” disse in un leggero sussurro, cercando i miei occhi.

Abbassai celermente lo sguardo, sperando che non riuscisse a guardarmi. Edward si sporse fuori dalla porta e mi afferrò il viso tra le mani.

Perché lo stavo lasciando fare?

“Dobbiamo parlare” dissi cercando di riprendermi da quel gesto.

“Shhhh... sei qui e questo mi basta” sussurrò portando le labbra a pochi centimetri dalle mie.

“No Edward” lo bloccai portando il pollice sulle sue labbra “Ascolta io devo dirti una cosa... noi dobbiamo parlare” dissi timidamente, tenendo lo sguardo basso.

“Rosalie ti supplico non respingermi un'altra volta” sussurrò affievolendo la voce mentre afferrò dolcemente le mie mani.

Sospirai. Non avevo altra scelta se non dirgli tutto. Lasciai le sue mani con fatica e presi un lungo respiro.

“Ti ho mentito Edward” alzai lo sguardo, mi persi nei suoi occhi mentre un'esplosione di emozioni si stavano formando dentro al mio cuore “Io non sono Rosalie Hale, ma una sua carissima amica: Isabella Marie Swan. Abbiamo messo in scen..”

“Non m'importa” disse guardandomi dritto negli occhi.

“Edward non sono Rosalie, se sono venuta a letto con te è stato perché lei me l'ha chiesto” dissi tutto d'un fiato, respirando con fatica.

Stargli così vicino mi provocava uno strano effetto. Non sarei dovuta venire qui. Accidenti a Rosalie e quando mi aveva telefonato. Iniziai a spogliarlo con lo sguardo, ammirandolo dalla testa ai piedi.

Certo che era proprio un gran bel fico. Mordicchiai il labbro ma tornai subito in me. Non era il momento di fare certi pensieri.

“Il nome non conta niente” soggiunse cercando di afferrare nuovamente il mio volto fra le sue mani e lo lasciai fare. Per qualche strano motivo ne sentivo il bisogno “Rosalie, Isabella, potevi chiamarti anche Gina per quanto mi riguarda. Io non riesco più a dimenticarti capisci? Come ci tu sia riuscita io ancora non lo so, ma so che non voglio perderti”.

“Edward” sussurrai abbassando lo sguardo.

“Dammi una possibilità Isabella, fammi entrare nella tua vita. Sono disposto anche ad aspettarti, ma ti prego non respingermi un'altra volta” disse dolcemente, sfiorandomi una guancia.

Non era arrabbiato con me per avergli mentito e poi che diamine stava farfugliando? In quell'istante mi sentii confusa e piena di dubbi. Cosa avrei dovuto fare?

“E il filmato che ne è del filmato?” chiesi senza neanche rendermi conto di ciò che stavo facendo.

“Lo distruggerò e anzi mi sento terribilmente in colpa per aver voluto filmare tutto. Scusami se ti ho costretto a farlo”.

“Tu non centri niente, è stato Emmet a volere una porcata simile” abbozzai una leggera risata e tornai subito seria “Sono stata io stupida a proporre una cosa del genere a Rosalie”.

“Non pensarlo, no. Se tu non l'avessi fatto ora io non proverei ciò che provo e...”

“E a quest'ora saresti con la tua ragazza” continuai allontanandomi da lui “Edward dammi retta, non ha senso tutto questo” lo supplicai sperando in un suo ripensamento, ma non mi diede ascolto e si avvicinò sempre di più a me.

“Sì che ha senso....” rimase in silenzio per qualche minuto “Isabella io credo di esser...”.

“Non dirlo, ti prego” sussurrai con un nodo alla gola, ma cercai di trattenere le lacrime.

“Perché hai così tanta paura?” si avvicinò sempre di più mentre io mi allontanai e finimmo contro il muro.

Le sue mani mi bloccavano, i nostri occhi erano immersi gli uni negli altri e i nostri respiri erano accelerati.

“Io non ho paura” dissi sicura di me, deglutendo con fatica.

“E allora perché se cerco di baciarti ti allontani? Perché mi respingi?”

Era così bello, dolce, sensuale, sexy. Il cuore mi batteva fortissimo e nello stomaco sentivo tutte farfalle.

Perché lo stavo respingendo, se il 99% di me voleva baciarlo?

Riuscii a passare sotto le sue braccia e senza aggiungere altro m'incamminai verso le scale. Non sapevo dirgli, seppure il suo ragionamento fosse logico. Avevo paura di ammettere che baciarlo sarebbe stato come confermare che forse anch'io provavo qualcosa per lui.

Giusto o sbagliato che fosse, non sapevo che altro fare e andar via mi era sembrata la soluzione migliore.

“Se scendi le scale mi butto dal terrazzo” disse serio.

Mi bloccai poggiando un piede sopra un gradino mentre il cuore fece un sussulto e il corridoio diventò improvvisamente silenzioso. Non era un silenzio pacifico, uno di quei silenzi che ti fanno rilassare, no, era terrificante.

Il tempo sembrava essersi fermato, non passava mai.

“E' questo ciò che vuoi?” continuò facendo qualche passo in avanti verso di me, ma non mi voltai e rimasi immobile, con un piede sopra un gradino e l'altro per aria “Vedermi sposato con una donna che non amo, magari fare anche dei figli che finiranno guardarmi come io vedo mio padre. È davvero questo quello che vuoi?”

Era dietro le mie spalle, sentivo il suo fiato alitarmi sul collo. Non avevo paura perché sapevo che Edward non mi avrebbe mai fatto del male, come ero certa che non si sarebbe mai buttato dal terrazzo.

Il punto era: che cosa dovevo fare?

D'improvviso sentii un forte capogiro e caddi all'indietro. Fortuna che avevo Edward alle mie spalle che mi prese al volo.

“Isabella ti prego apri gli occhi, di qualcosa. Come stai?” chiese preoccupato.

Mi alzai dal divano e sorseggiai un po' d'acqua dal bicchiere che aveva Edward in mano.

Stranamente avevo un gran appetito, seguito da una fortissima voglia di gelato al pistacchio. Scossi il capo ripetutamente. L'unica che aveva mai avuto una voglia simile era stata mia madre, ma parlavamo di 24 anni fa, quando lei stava aspettando me.

Svenni nuovamente, lasciando cadere il bicchiere a terra.

È impossibile. Sto sbagliando, ci deve essere sicuramente un grosso errore. Pensai spaventata.

Errore che venne subito corretto dalla mia mente. A volte il desiderio di fare sesso con una persona poteva farti dimenticare la cosa più importante di tutte, cioè quella di usare una protezione; inoltre ricordai che aspettavo da giorni di avere il ciclo.

Avevo la spirare, ma la sicurezza di quell'affare non era molto buona.

“Isabella parlami, di qualcosa” disse agitato, toccandomi la fronte.

“Credo di essere incinta” rivelai spaventata, sentendomi nel panico più totale.

Nuovamente calò il silenzio, quel dannato silenzio che mi dava sui nervi. Era evidente che la mia notizia lo avesse sconvolto parecchio visto che erano passati già cinque secondi e non aveva ancora risposto.

Passò un altro secondo e ancora nessuna risposta. Forse era troppo presto. Forse stava metabolizzando la cosa.
I secondi sembravano interminabili, passò un minuto ma ancora non ricevetti risposta.

Cominciai a preoccuparmi e il cuore accelerò i battiti a mille.

“Ne sei sicura?” balbettò con un filo di voce.

“Non lo so.. ho usato la spirare, però è da una settimana che ho dei forti capogiri e sensi di vomito, inoltre questa voglia di gelato al pistacchio che sento, era la stessa che sentiva mia madre quando aspettava me e ho pensato che potessi essere incita, ma ti ripeto non ne sono del tutto sicura” dissi sempre più spaventata, scossa e agitata.

“Avrei dovuto usare una protezione, anzi avremmo dovuto ricordarcene prima di salire in camera” disse agitato.

“Ormai è successo e comunque non ne sono sicura” cercai di calmare entrambi.

“Beh non doveva succedere” borbottò seccato.

Sentirgli dire quelle parole fu un pugno nello stomaco. “Non doveva succedere” quindi se effettivamente avessi aspettato un figlio neanche l'avrebbe voluto vedere. Era mostruoso.

Portai istintivamente una mano sul mio ventre. Il contatto con esso mi fece esplodere il cuore di gioia.

Forse stavo per diventare mamma. Era la notizia più bella del mondo e più lo accarezzavo, più sentivo il calore di mio figlio/a avvolgermi tutta. Anche se Edward non l'avesse voluto, io avrei comunque portato a termine la gravidanza.

Edward, forse in un momento di ripensamento, cercò un contatto con le mie mani ma lo scansai e mi voltai.

“Perdonami, non so cosa mi sia preso” disse timidamente.

Mi voltai di scatto e lo guardai con rabbia mentre una lacrima scivolò sul mio voltò.

“Invece lo so” continuai alzandomi rapidamente dal divano “E non lascerò che tu gli faccia del male o che mi costringa a...” mi venne un nodo alla gola solo al pensiero di dire quella parola “Ad abortire” e scoppiai nuovamente in lacrime.

“Isabella no” sussurrò dolcemente.

Mi avvolse con le sue braccia facendomi poggiare la testa sulla sua spalla e cominciò ad accarezzarmi molto delicatamente la schiena.

“Qualunque cosa sarà l'affronteremo insieme e se davvero dovessi aspettare un figlio” rimase qualche secondo in silenzio “Noi c'è ne prenderemo cura dandogli tutto l'amore del mondo” e mi lasciò un lieve bacio sulla nuca.

Alzai leggermente lo sguardo.

“Ma prima tu hai detto...” farfugliai confusa.

“Scusami per quelle parole, io mi sentivo scosso e ammetto di esserlo anche adesso” mi sfiorò delicato una guancia e tornai a poggiare la testa nella sua spalla.

“Promettimi solo che qualunque cosa accadrà tu mi starai vicino e che avrai pazienza” dissi sospirando.

“La fretta è una cosa che odio, inoltre, per te sarei disposto ad aspettare anche fino al giorno della mia morte”.

Che cosa ne sarebbe stato di noi lo sapeva solo Dio, ma una cosa era sicura: nessuno ci avrebbe separato. Tornata a casa avrei parlato con Jacob, poi avrei avvisato Rosalie.

Lei era la mia migliore amica e sicuramente mi avrebbe dato una mano.

Dovevo fare un test di gravidanza, sperare che tutto andasse bene, ed essere preparata a tutto.

“Edward io però vorrei chiederti un altro favore” dissi timidamente, alzando leggermente gli occhi.

“Tutto quello che vuoi”.

“Vorrei che buttassi via quel filmato, non voglio che lo vedano altri”.

“Sta tranquilla distruggerò sia il filmato che la memoria SD. Col cavolo che quel porco di Emmet ti vede nuda” disse abbozzando una piccola risata, sovrastata poco dopo dalla mia.
La mia vita stava per cambiare, incinta o meno avevo finalmente trovato la mia dolce metà e niente e nessuno ci avrebbe separato. Eravamo fatti per stare insieme. Dio ci avrebbe sicuramente fatto trovare degli ostacoli lungo il nostro cammino, ma noi li avremmo affrontati e superati a testa alta.

Mi alzai in punta di piedi portando le mani dietro al suo collo e mi allungai per baciarlo.

Un bacio dolce, che esprimeva il forte e travolgente sentimento che provavo per Edward Cullen. Un bacio ricambiato mentre portò le sue morbide mani tra i  miei fianchi.

Si staccò da me quando sentì di non riuscire più a riprendere fiato e mi lasciò un piccolo bacio sulla fronte, stringendomi a se.

“Per sempre” sussurrai chiudendo gli occhi.


“Sì, per sempre”.

21 commenti:

  1. La storia mi è piaciuta ma ho trovato delle incongruenze e anche un po' inverosimile.
    Gusto mio eh ma anche nelle FF mi piace non andare troppo fuori dal verosimile.
    Rispetto alla descrizione iniziale di Edward, durante il racconto l'ho trovato completamente diverso.
    Grazie, un Bacio

    JB

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    1. Eccomi di nuovo, volevo ampliare il mio commento.
      Come detto ho trovato delle incongruenze e vorrei spiegartele meglio.
      L'idea di base non mi è dispiaciuta, all'inizio stava procedendo bene poi ho cominciato a storcere il naso.
      Quando ho letto delle mani sudaticce di EDWARD mi è preso un colpo, non poteva essere, non può avere le mani sudaticce uno che chiede all'amico di scomparsi la ragazza almeno questo è quello che penso io.
      Il tentato suicidio lo trovo veramente esagerato, sempre in netto contrasto con quella che dovrebbe essere la personalità di EDWARD, sempre vista la proposta fatta ad Emmet.
      La decisione di Bella di salire a piedi un palazzo che sembra una Torre Gemella, il fatto che in questo palazzo, a parte lei e lui sembra che non ci sia nessuno, arriva in un ufficio sempre deserto, la gravidanza, la sicurezza che sia di EDWARD ...... Mi sembrano cose veramente eccessive.
      E credimi è stato un peccato, perché secondo me il PERV c'era tutto solo che, sempre secondo me, si è andato a perdere nel vortice di tutte quest'altre cose.
      Peccato perché la premessa iniziale era ottima.
      Grazie, un Bacio

      JB

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  2. Storia piacevole, ma con qualche cosa da sistemare.
    All'inizio è intrigante, man mano che si va avanti pure... quando poi si arriva verso la fine sembra che le cose crollino, secondo me. La parte finale mi stona un po' con l'inizio e la parte centrale della storia, inoltre in molti punti è affrettata e avevo l'impressione di correre come un treno leggendo.
    Anche io, come nella recensione precedente ho trovato alcune cose poco verosimili, ma siamo in un contest perv quindi eviterò di analizzarle fino in fondo, perchè dovevamo liberare la fantasia e le nostre perversioni. L'unica cosa... avrei rallentato un po'.
    Brava comunque, con i giusti tempi e facendo attenzione al finale, è una buona FF!

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  3. Mi associo ai commenti precedenti...
    Mi piace l'idea, mi piace il tuo modo di scrivere e l'inizio è davvero bellissimo, poi arrivi al punto un cui Edward vuole buttarsi dal balcone e ti crolla un mito... È una reazione troppo esagerata per me, troppo inverosimile appunto! Magari un Edward che si ubriaca come una spugna, oppure qualche comportamento da stalker... Poi volevo fare una domanda: come fa Bella ad essere sicura che il bambino che "forse" aspetta è di Edward, quando lei continua comunque a farsela con Jacob???
    È un vero peccato perché un po' più di attenzione questa storia avrebbe vinto secondo me...
    In ogni caso, hai comunque i miei complimenti...

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  4. Questa storia non sarebbe male, ma il condizionale è d’obbligo. Trovo che i personaggi siano un po’ troppo sopra le righe, entrambi esagerati. Bella, che accetta di fare sesso con un perfetto sconosciuto (e ci sta tutto, visto che si doveva parlare di perversione), sta con Jacob del quale evidentemente non è innamorata, e ci sta anche questo, ma che si metta a piangere quando il suo ragazzo si mostra geloso, conscia che ne ha tutte le ragioni, mi sembra onestamente esagerato. Edward mi piace un sacco, (anche lui una mezza puttana visto che sta per sposarsi, ma va bene lo stesso), si innamora perdutamente e propone a Emmett (altro personaggio da manicomio) di pagarlo per rivedere la sua fidanzata e decide di buttarsi dal balcone quando questa rifiuta. E poi il bambino che Bella non ha dubbi sia, nel caso esistesse, di Edward pur stando ancora con Jacob. Ti scrivo tutto questo non per abbatterti ma perché credo di aver capito chi sei e di aver letto diverse tue storie e averti mosso più o meno sempre le stesse critiche. Troppa fretta e passaggi saltati secondo me, ciò non toglie che mi sia piaciuto leggerti e che con qualche sistemazione potresti sistemarla al meglio. La parte della realizzazione della fantasia erotica invece mi è piaciuta molto, hai reso bene il tutto. Grazie per aver scritto e per esserti messa in gioco.

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  5. La storia non è male. La trama di base è molto originale, però poteva essere aggiustata meglio. Magari togliere qualcosa e aggiungerlo al finale. Si intuisce che volevi rendere il tutto anche un pò romantico, ma magari potevi aggiustarla meglio ecco. :)

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  6. Concordo con quanto detto dalle altre ragazze, anche secondo me l'idea di base è buona. certe scene sono piuttosto surreali, tipo quando lei vuole farsi bionda con la tinta per un giorno solo per poi tornare castana (i capelli le sarebbero usciti verdi :)) oppure quando entrano nella stanza e ci sono i vari aggeggi già sul letto. La fine che lui vuole suicidarsi, poi che lei entra direttamente nel palazzo e non trova nessuno che cerchi di impedirglielo... Insomma, ci sono delle cosette da sistemare anche per me, ma l'idea mi piace.
    Denise Masen

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  7. La giusta dose di perversione che serviva a questo contest è stata rovinata un po' dalle incongruenze nella narrazione. Peccato perché di base ha un buon potenziale. Sicuramente puoi fare di più. Probabilmente il fattore tempo ti ha condizionata non permettendoti una cura maggiore dello scritto.

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  8. Carina l'idea di base ma i personaggi sn abbastanza incoerenti secondo me.. soprattutto Edward che prima si mostra cm un puttaniere fin troppo sicuro di sé e poi x il rifiuto di rose/bella di rivederlo ancora vuole suicidarsi... anche emmet che viene descritto cm un uomo innamorato ma cn una vena perversa nn mi è sembrato mlt verosimile... xk uno innamorato nn accetterebbe di "vendere" ad un altro il corpo della fidanzata... soprattutto se sa che a lei nn fa per nnt piacere.. in ogni caso l'idea di fondo è buona e se sviluppata come si deve potrebbe uscirne fuori una bella storia!

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  9. L'inizio ha la giusta idea di perversione ma poi ti sei un po persa per strada...
    Hai tralasciato un po la cura di alcuni dettagli e sul finale hai messo il turbo ma sopratutto hai, almeno per me, confuso il lettore.
    Troppe cose poco spiegate.
    Peccato.
    Grazie di aver partecipato.

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  10. Beh, direi che di perv qui ce n’è a valanghe!
    Qui ruotano 5 personaggi, tutti pervertiti da morire, Jacob a parte. Rosalie soffre dell’essenza di Emmet, ma poi cede con gioia all’assurda proposta; Bella non solo è perv ma è una stronza DOC nell’anima, perché nemmeno nel profondo del suo cuore pensa che si stia comportando di merda rispetto a Jacob, è perfetta nella sua superficialità abbacinante, e il fatto che sia rimasta incinta è spaventoso; Emmett è senza scuse, ma estremamente chiaro nei suoi intenti, quindi è di un perv pulito, diciamo; Edward è un uomo estremamente confuso e infantile, malato forse, perché uno che deve sposarsi, va con una sconosciuta senza prima curarsi di nulla che la riguardi – e qui c’è il perv - e che vuole suicidarsi… ha bisogno urgente di uno psichiatra. Direi che i due giovani fanno una coppia perfetta. Mi dispiace per il nascituro, però.
    La storia è completa, sviluppata in tutte le sue parti, ci sono molti errori ma del tutto correggibili. All’inizio però è un po’ confusa, non si riesce subito a capire quali siano gli intenti di ogni personaggio e a volte i dialoghi sono folli! PERV ALL THA WAY! Sono spaventata! Direi che ce n’è!

    - Sparv -

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  11. Beh, si può dire che qui il perv non manchi affatto!!! è un argomento difficile da affrontare e secondo me hai rischiato molto, percui brava!!!
    Aleuname

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  12. Mi spiace, non riesco a scindere il giudizio sulla storia dal giudizio sui personaggi che trovo tutti indistintamente insopportabili. Nessun rispetto per il proprio partner, una considerevole disinvoltura nei rapporti sessuali, motivazioni inesistenti per il tradimento, tendenze esibizionistiche, stravagante invasamento d'amore di Edward (è il deretano di Bella che gli ha dato alla testa?), ma il colpo di grazia è la gravidanza di Bella con benedizione divina. Mi sembrano tutti rintronati.
    Mi rendo conto di essere troppo agée per reggere simili perversioni.

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  13. Ok... eccoci qui. abbiamo detto sincerità giusto? Allora. La storia tiene fino a metà . I personaggi possono piacere o meno, ma l'idea del sesso con uno sconosciuto e dello scambio di persone poteva essere valida. Purtroppo dal loro incontro in poi la storia vira completamente diventando confusa. Inoltre ammetto di avere detestato l'utilizzo del tentativo di suicidio. Io ci sarei andata un pochino più leggera. Insomma uno può anche essere disperato per amore, ma tentare il suicidio (o usarlo come mezzo per ottenere ciò che si desidera), mi sembra davvero troppo. Poi... questi due... adulti... che fanno sesso occasionale con una persona che non conoscono e si dimenticano il preservativo? No. Insomma, l'idea c'era. Si è persa cammin facendo. Comunque brava per aver partecipato e, se non è chiedere troppo, forse potresti pensare di rifinirla modificando leggermente la trama nella seconda parte. Mantenere l'idea di lui che si innamora senza ricorrere a suicidi e gravidanze per farli tornare insieme. Grazie ancora. Cristina.

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  14. Ammazza che compagnia di pervertiti!!!
    Uno peggio dell'altro!!!
    Però l'idea mi ha intrigato parecchio.... Peccato solo per la gravidanza di ...Gina che proprio non mi aspettavo!!! Povero bambino frutto di un gran casino!!! E poi un amore nato così...per imbroglio e in così breve tempo..., ma è una storia da Fanfiction e ci sta, secondo me.
    Complimenti per l'idea dello scambio delle parti, che mi è piaciuta molto!

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  15. Qui perversione ce n'è a vagonate e anche un discreto squilibrio mentale dire, manca un po' di realismo che anche se siamo in una ff non guasta.

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  16. Beh, complimenti. Questi personaggi, agghiaccianti nella loro perversione mentale, apparentemente inconsapevoli e sereni nella loro follia fuori da ogni morale, mi ricordano quelli di American Horror Story, e ti assicuro che è un complimento. A parte Jacob, gli altri sono uno più fuori dell'altro! Bella poi, un serial killer fatto e finito: si prepara a far sesso con uno sconosciuto senza alcuna apparente ragione se non fare un piacere ad un'amica, tipo "ti presto le mie scarpe", ma riesce a piangere perché il fidanzato, povera anima, non si fida proprio del tutto? Prossimo passo, una strage, di sicuro.

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  17. Questi più che perversi mi sembran pazzi!!!
    Comunque brava
    Ila Cullen

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  18. Anche io sono rimasta intrigata leggendo la storia e mi sono dispiaciuta molto come viene sviluppata in seguito, anche perchè parlare d'amore dopo una notte di buon sesso......mi pare un pò troppo. Fino al punto del suicidio poi. Non so, è vero che spesso le fic sono poco realistiche, ma forse dico così solo perchè io non avrei agito nella stessa maniera. Ma secondo me l'idea di base era buona e chissà che tu non possa farne qualcosa in più. Comunque brava anche solo per aver provato a metterti in gioco con un tema così!

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  19. Molto interessante.
    Bella che si finge Rosalie e si fa Edward xD ahahha!
    Peccato che la fine è un poco... come dire... strana?
    Posso comprendere l'attaccamento che dimostra Edward nei confronti di Bella, senza sapere che è lei e non Rosalie, la fidanzata dell'amico... ma lui che addirittura tenta il suicidio (in maniera così plateale tra l'altro) mi ha sorpreso e non positivamente.
    Scusami... ma è un gesto troppo affrettato ed esagerato.

    L'os comunque mi è piaciuta molto :).
    Secondo me dovresti approfondirla, perché ce n'è!

    Baci :*

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  20. Se il tema era la perversione direi che in tutto e per tutto hai azzeccato il contest, ma nel mio personale giudizio tengo conto anche delle mie preferenze personali e devo dire che quando si supera di troppo la credibilità della storia stento a farmela piacere. Gli eccessi non mi rendono la storia più interessante, ma comprendo quanto fosse difficile affrontare un tema simile rimanendo nei canoni del possibile. Sei stata brava e ammiro l'intricato susseguirsi degli eventi, sei stata coraggiosa. Davvero.

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